Dentro la linea

Quello che [talvolta] non è disegnato

Ho Che Anderson: dietro le quinte

Per tutti gli amanti del "dietro le quinte": le foto, belle e brutte, del brunch e i video scartati per l'articolo.

Se volete gustarvi il brunch su Ho Che Anderson, il fumettista canadese di King, andate qui. Per comprare i suoi lavori visitate la fantagraphics.

Sotto alcuni scatti dalla mostra ospitata dal Komikazen Festival:

Batman_cover.JPG Cover di Batman per la DC Comics

scream_queen_01.JPG Scream queen

Ho_Che_Anderson_Brunch_31.JPG Durante l'intervista (foto di Emanuele Grifoni)

godhead_03.JPG Godhead, il nuovo progetto di Anderson

Martin_Luther_King_09.JPG Dalla graphic novel King

Intervista con Mary Joyce

«Nel Sud del mondo la realtà è il telefono cellulare»

Mary Joyce è una ricercatrice e consulente americana che vive a Boston. Nel giugno 2005 fondò demologue.com, un network on line che raggruppava attivisti del mondo digitale. Questo sito non è più attivo ma ora gestisce un nuovo blog, zapboom.com col motto “attivisti digitali da una prospettiva globale”. Può essere contattata tramite il suo blog.

«Quando noi del Nord diciamo “digitale” pensiamo al computer ma questa non è la realtà del Sud del mondo. Qui la realtà sono i telefoni cellulari. Milioni di persone li usano per organizzarsi, spedire messaggi, prendere video e foto.» (Mary Joyce)

The_future_of_global_communication_is_cell_phone.jpg

Ben Heine: Come nacque demologue.com? Come si sono incontrati i primi membri della comunità? E quale è stato il tuo ruolo in tutta la vicenda?

Mary Joyce: Ho fondato demologue.com nel giugno 2005, quando ancora non c’erano altri membri all’infuori di me. Ho collaborato con diverse persone su progetti isolati, ma solo io potevo considerarmi membro a tutti gli effetti.

BH: Qual’era il pubblico di demologue.com?

MJ: L’obiettivo era raggiungere chiunque nel mondo. Ecco perché era in 4 lingue: inglese, francese, spagnolo e arabo. Ma non ho mai fatto promozione e così nessuno ne era a conoscenza. Di conseguenza non si è mai fondata una comunità vera e propria.

BH: La parola “demosfera” ha lo stesso significato dei termini “cyber-democracy” o “e-democracy”?

MJ: Secondo il Manifesto di Demosfera, scritta da me e Paramendra Bhagat, “la demosfera è una rete democratica digitale internazionale. È un ecosistema digitale di siti web, blog e cittadini digitali che sostengono i movimenti democratici nel mondo.” Posso aggiungere che può essere considerato parte della cyber-democracy o della e-democracy nella misura in cui la demosfera è un network che diffonde queste pratiche.

BH: Domologue.com è del tutto indipendente? Come si finanzia?

MJ: Vado molto fiera dellaparte finanziaria di Demologue.com; è anche un aspetto che avuto un certo impatto sui miei ultimi lavori. Si può dire che demologue.com è totalmente libero e finanziato da me. Costa $20 al mese per coprire le spese di editing del sito, grazie ai servizi di homestad.com. Ho creato io stessa il sito. Tutti progetti realizzati con l’aiuto dei collaborati sono gratuiti e realizzati tramite volontariato. Devo aggiungere che non ho mai cercato fonti esterne per finanziare demologue.com Questo è uno degli aspetti più interessanti di internet. Puoi fare un sacco di cose interessanti quasi gratuitamente e questo amplia la base di persone che possono fare attivismo politico.

MJ: Restare in contatto tramite internet è molto importante ma, se guardiamo al mondo intero, solo una minoranza ha accesso alla rete. Per questo servono gli attivisti di collegamento. Possono diffondere buone pratiche e rafforzare le campagne dei cittadini, che rimangono fondamentali fuori dal web se si vuole veramente cambiare qualcosa.

BH: Il tuo obiettivo è raggiungere gli attivisti del Sud del mondo, che spesso vivono sotto regimi dittatoriali. Questo sarebbe il compito di questi “attivisti di collegamento”. Come pensi di costruire questa comunità e di addestrare questi attivisti?

MJ: Non ho un piano per addestrare questi attivisti di collegamento. La mia idea è che in ogni paese ci possono essere persone pronte ad abbracciare questo ruolo di “attivisti di collegamento”. Non so se accadrà, ma non dipende solo da me.

BH: demologue.com cresce giorno dopo giorno. Come trovi questi “attivisti di collegamento” (per non parlare degli attivisti locali)?

Domination.jpg

MJ: Non li recluto e demologue non sta crescendo. Attualmente è a un punto morto.

BH: Il blog può essere un buon modo per partecipare nelle questioni di politica internazionale. Quali pensi siano gli altri vantaggi di portare avanti un blog?

MJ: Mi aiuta a sviluppare le idee. Mi spinge a preoccuparmi di ciò che mi preoccupa giornalmente. Inoltre posso condividere le mie idee con pubblicamente.

BH: Usate un sito web wiki. Perché?

MJ: È una buona soluzione per formare un gruppo di persone impegnate su un progetto comune. Tutti possono contribuire a seconda dei propri impegni.

BH: Sebbene gli analisti, i cyber cafés sono principalmente luoghi deputati al divertimento. Pensi che possano essere anche strumenti utili per combattere il digital divide?

MJ: Credo che siano molto importanti e permettono di aumentare il numero di persone che possono accedere ad internet. Penso che la maggior parte di persone che si collega lo fa da computer condivisi in spazi pubblici piuttosto che da computer personali. Anche se la maggior parte dei ragazzi usa il web per divertimento è proprio con questo strumento che può crescere l’attivismo.

BH: Non credo che il tema del “digital divide” sia in realtà retorica dei paesi del Nord, che vogliono spingere i paesi del Sud ad abbracciare il medesimo modello di società e quindi diventare consumatori di tecnologia?

MJ: Un punto di vista originale che non avevo considerato finora. Credo che il “digital divide” sia un problema reale ma penso anche che il Sud debba risolverlo a modo suo, senza soluzioni imposte. La gente in India non sta comprando computer da migliaia di dollari, ma accedono ad internet dal cellulare.

BH: Recentemente si è parlato di computer molto economici venduti in Africa e India. Non credi che connessioni individuali tramite questi computer risolva più velocemente il problema dell’accesso a internet rispetto alla diffusione degli internet cafés dove spesso siedono uno accanto all’altro persone che non condividono lo stesso spirito militante?

MJ: Quando noi del Nord diciamo “digitale” pensiamo al computer ma questa non è la realtà del Sud del mondo. Qui la realtà sono i telefoni cellulari. Milioni di persone li usano per organizzarsi, spedire messaggi, prendere video e foto. Al nord amiamo i computer portatili e vorremmo darli anche al Sud. AM al Sud stanno già trovando le proprie soluzioni. Dobbiamo aiutarli a dar vita a qualcosa che sia sostenibile e adatto alle loro esigenze.

BH: Un’ ultima domanda: come definisci la società digitale ideale in poche parole?

MJ: Uguaglianza di comunicazione. Eguaglianza di informazione. Sostenibilità ecologica. Bassi costi ed alta qualità. Tecnologia al servizio della gente e non degli affari dei governi. Per finire, educazione: le tecnologie devono essere accessibili a chiunque.

Intervista e illustrazioni: Ben Heine, graphic journalist.

Traduzione dall'inglese: Marco Riciputi

Documenti

Per l'importanza dei cellulari ne Sud del mondo scarica "Prospects for e-Advocacy" di Mary Joyce qui.

Marjane Satrapi

Chiudiamo con il lungo saggio sulla Satrapi. Qui trovate la parte prima e seconda. E non dimenticare l'intervista su cafebabel!

Marjane Satrapi - nuovo fenomeno letterario nel fumetto

di Igor Prassel

A questo punto soffermiamoci sulla storia di Persepolis. Con un senso acuto per i dettagli della vita quotidiana e la narrazione apparentemente semplice, Marjane Satrapi ci racconta la vita di una ragazzina, che comincia a diventare adulta all’inizio della rivoluzione islamica iraniana. La storia comincia subito prima della caduta dello Shah, continuando a mostrarci come Marjane (figlia unica) e la sua famiglia vivono gli anni della guerra contro l'Iraq. Marjane viene educata in una famiglia moderna e liberale, con il padre intellettuale marxista e la mamma femminista, entrambi politicamente attivi contro la dittatura brutale. Naturalmente Marji é affetta dalla loro lotta e diventa una giovane rivoluzionaria simpatizzante di Castro, del Che, legge testi sui rivoluzionari iraniani, segue la lotta di liberazione Palestinese e l’aggressione degli Stati Uniti in Vietnam... In quel periodo la sua lettura preferita é un albo a fumetti intitolato "Il materialismo dialettico" con Marx e Descartes nei ruoli principali! Ascoltando le storie di suo zio e degli amici dei genitori, che sono stati torturati in prigione, Marji diventa presto adulta. Con l’avanzamento dei fondamentalisti islamici al potere, la paura e pagina04.jpg l'incertezza sostituiscono la speranza e il senso di nuove possibilità dell’inizio della rivoluzione culturale islamica. Da un giorno all’altro la vita quotidiana di Marjane cambia drasticamente: i ragazzi e le ragazze vengono separati a scuola, le ragazze devono portare il velo, i rumori di gente scomparsa si fanno sempre più vivi (fino alle stragi tipo incendi di sale cinematografiche con il pubblico chiuso dentro...). Nel libro Marjane rivela il suo disprezzo per l'integralismo gia nella prima storia "Le Foulard". Come la maggior parte degli Iraniani, anche i Satrapi devono cominciare a guardarsi intorno, a essere attenti alle parole, al modo di vestire in un periodo di conformismo oppressivo che incomincia a regnare in Iran. Come se tutto questo non bastasse, incomincia la guerra con l'Iraq, che porta a bombardamenti frequenti di Teheran e migliaia di Iraniani (addirittura bambini di tredici anni) sono arruolati nell’esercito e mandati al fronte. In questo clima, la ormai quattordicenne Marjane incomincia a ribellarsi (all’inizio mediante la musica e gli abiti occidentali che i genitori le portano dalla Turchia per continuare con le sfide verbali agli insegnanti a scuola) e perciò i suoi genitori decidono di mandarla a studiare dalla miglior amica della madre a Vienna. Pur ritrovando la sua libertà individuale e sociale, Marjane ha difficoltà ad amalgamarsi con i suoi coetanei. La società di consumo laica la sorprende in modo negativo e a quel punto la giovane Marjane comincia a rivendicare le sue origini. Incomincia a frequentare la scena alternativa e piano piano, vivendo i primi amori veri, si ritrova per cadere di nuovo in una crisi esistenziale... Quando sua madre la viene a trovare a Vienna le porta un "bagaglio affettivo" che aiuterà Marjane a superare anche i momenti più brutti. Il ruolo della mamma e della nonna é molto importante nella vita di Marjane. Con l'albo Broderies, uscito quest’anno nella collezione Cotelette de L’Association, dedicato a sua nonna, Marjane rompe il tabù e ci mostra il volto femminista della donna Iraniana (tre generazioni di donne bevendo il the parlano senza pudore di verginità, divorzio, amori, amanti, matrimoni forzati, sessualità...). Al momento in cui scrivo questo testo sto aspettando con ansia la quarta e ultima puntata di Persepolis, che porterà Marjane di nuovo in Iran al liceo delle Belle Arti fino al suo esilio finale in Francia... È da un bel po’, che non aspetto di finire di leggere una storia con tanta impazienza e, per dire la verità, spero che dopo averci raccontato metà della sua vita, Marjane ci darà ancora tante emozioni fumettistico letterarie.

Fine

Credits

Tratto da "Il velo di Maya o dell'ironia dell'Iran" a cura di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, associazione culturale MIRADA, Ravenna, 2003.

Igor Prassel è uno degli animatori di Stripburger, rivista slovena di cultura e fumetti.

Marjane Satrapi

Andiamo avanti col saggio su Persepolis. Qui la prima parte.

Marjane Satrapi - nuovo fenomeno letterario nel fumetto

di Igor Prassel, parte seconda

...

Nel processo di stesura della scrittura e del disegno della storia, Marjane si libera di una grande frustrazione:"...Da quando mi sono trasferita in Francia nel 1994, ho sempre raccontato storie sulla vita in Iran ai miei amici. Quando fanno vedere notizie sull’Iran in televisione sono sempre furiosa, perché quello che fanno vedere non rappresenta la mia esperienza. Per quasi venti anni ho dovuto giustificare che essere iraniana non é una cosa negativa...", e ancora dall’introduzione al libro pubblicato negli Stati Uniti: "The Shah stayed on the throne until 1979, the year he fled Iran to escape the revolution. Since then, this old and great civilization has been mentioned mostly in connection with fundamentalism, fanaticism and terrorism. As an Iranian who has lived more than half of my life in Iran, I know this image to be far from the truth. This is why imm01colore.jpgwritting Persepolis seemed of such major importance to me. I believe that an entire nation should not be judged by the wrongdoings of a few extremists. I also didn't want those Iranians who lost their lives in prisons defending freedom, who died in the war agains Iraq, who suffered under repressive regimes, or who were forced to flee their families and homeland to be forgotten. One can forgive but one should never forget." Il primo volume di Persepolis, uscito in Francia nel 2000 con introduzione storica di David B., nel quale l'autrice racconta la storia dell’Iran vista dagli occhi di una ragazzina di nove anni che ha vissuto con grandi aspettative la rivoluzione culturale Islamica del 1979, diventa subito un grande successo. Ho avuto la fortuna di incontrare Marjane nel 2001 sul palco del teatro di Angoulême, alla cerimonia di premiazione (con Stripburger abbiamo ricevuto il premio per la migliore fanzine e Marjane si è guadagnata l'Alph-Art "coup de coeur", premio per la prima opera) e subito ho capito che era una persona intelligente e calorosa e senza montarsi la testa farà molta strada nel campo del fumetto. Le jury a été particulièrement ému par la justesse de ton et l'authenticité des sentiments contenus dans l'album Persépolis. La sobriété du dessin en noir et blanc reflète la sensibilité enfantine et met en relief l'imaginaire qui triomphe dans le cadre tragique de la société iranienne sous la dictature. Au-delà du contexte historique, ce récit a des accents universels. Lo stesso anno Persepolis I si é aggiudicato il premio Leone d'oro attribuito dal Centro fumetto di Bruxelles. Il secondo volume le ha portato il premio per la migliore sceneggiatura al festival di Angoulême 2002. Però non sono solo i premi a valorizzare l’opera di Marjane Satrapi. La terza e quarta parte di Perseplis é stata publicata a puntate sull’importante quotidiano francese Liberation e l'importante casa editrice americana Pantheon Books ha publicato Persepolis 1 e 2 in inglese nel formato hardcover. Un’altra soddisfazione per l'autrice è quella di incontrare il suo pubblico, che non é un tipico pubblico di accaniti lettori di fumetti, ma un pubblico indistinto, che predilige la letteratura "seria".

Continua...

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Credits

Tratto da "Il velo di Maya o dell'ironia dell'Iran" a cura di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, associazione culturale MIRADA, Ravenna, 2003.

Igor Prassel è uno degli animatori di Stripburger, rivista slovena di cultura e fumetti.

Marjane Satrapi

Uff...fa un caldo bestia qua. Ma non basta per fermarmi e vi posto, a puntate, un saggio su Marjane Satrapi. Si parla di Persepolis, la sua opera recentemente diventata lungometraggio e premiata al festival di Cannes. Se vuoi leggere il brunch di Marjane con cafebabel clicca qui.

Marjane Satrapi - nuovo fenomeno letterario nel fumetto

di Igor Prassel, parte prima

"I cannot praise enough Marjane Satrapi's moving account of growing up as a spirited young girl in revolutionary and war-time Iran. Persepolis is disarming and often humorous but ultimately it is shattering." Joe Sacco, author of Palestine and Safe Area Gorazde

Negli ultimi dieci anni la scena internazionale del fumetto d'autore sta vivendo una vera e propria rinascita. Sulla scia di Art Spiegelman e del suo capolavoro Maus, una storia a fumetti sulla vita di suo padre, un ebreo polacco che ha sopravvissuto alla deportazione ad Auschwitz, un gruppo di autori e autrici da parti differenti del mondo continua a presentare storie autobiografiche in forma di fumetto. Joe Sacco, maltese di origine, ha dimostrato con i suoi reportage a fumetti nei libri Palestina e Gorazde, che col fumetto si può fare anche giornalismo; la canadese Julie Doucet ci ha fatto sospirare con i suoi racconti dal suo diario a fumetti; imm03colore.jpggli svedesi Max Andersson e Lars Sjunesson hanno mischiato la finzione surrealista con la storia vera nei loro diari di viaggio dentro i Balcani, la croata Helena Klakocar ci ha regalato un splendido racconto tratto dal diario di viaggio con la sua famiglia nel mare Adriatico all’inizio della guerra in Yugoslavia e infine un gruppo di autori e autrici Francesi - Joelle Manix, Matt Konture, Lewis Trondheim, Joann Sfar, David B e Marjane Satrapi - hanno capito che il medium del fumetto non è affatto riservato alla sola finzione.

Marjane Satrapi ha scelto il momento giusto per presentarsi sul palco internazionale del nuovo fumetto con Persepolis, il suo debutto fumettistico in forma autobiografica, che é anche il primo libro a fumetti Iraniano (anche se la prima edizione è uscita in lingua francese per la casa editrice parigina L'Association). In Iran ci sono molti artisti importanti nel campo della letteratura, il cinema o la caricatura, ma il fumetto non esiste, e così Marjane Satrapi, sotto l'influenza della Bande Desinee francese, ha riempito il vuoto semantico. All’inizio della sua carriera di disegnatrice Marjane, che ha studiato Belle Arti a Teheran e Arte a Strasburgo, era influenzata dal grafico americano Milton Glaser e voleva diventare una famosa graphic designer. I suoi primi successi arrivano con i libri per bambini. La svolta decisiva nella vita di Marjane Satrapi incomincia quando si trasferisce a Parigi, dove incontra un gruppo di giovani artisti francesi - Joann Sfar, Émile Bravo, Christophe Blain, David B. e Emmanuel Guibert - che per vivere pubblicano fumetti. I ragazzi la invitano a dividere con loro lo studio (l’atelier des Vosges) e specialmente David B., che con la sua Cronaca del grande male, intenso resoconto autobiografico del viaggio attraverso l'epilessia di Jean-Christophe, fratello dell'autore, apre gli occhi a Marjane e la incoraggia ad esprimere la sua storia in forma di fumetto.

Vai alla seconda parte...

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Credits

Tratto da "Il velo di Maya o dell'ironia dell'Iran" a cura di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, associazione culturale MIRADA, Ravenna, 2003.

Igor Prassel è uno degli animatori di Stripburger, rivista slovena di cultura e fumetti.

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